Un bianco fiore a imbuto: CALLA

Pubblicato: 30 aprile 2013 in Scienza e Natura

Il Giglio del Nilo (Zantedeschia, Spreng. 1826) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Araceae, originario dell'Africa.

Le specie appartenenti al genere Zantedeschia sono meglio conosciute come “Calla” dal greco “Kalos=bello”.

(Wikipedia)

 

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La cresta dell’elmo: CIMIERO

Pubblicato: 30 aprile 2013 in Storia e Culture

In araldica il cimiero è la figura, o l'insieme delle figure, che cima, cioè che sormonta, l'elmo posto come timbro cioè al di sopra dello scudo araldico. Nel caso in cui l'elmo sia munito di corona, il cimiero è posto sopra la corona.

Si ritiene che la funzione originale del cimiero fosse quella di rendere più imponente e terrificante il cavaliere che se ne dotava; in questo il cimiero può essere assimilato alle spoglie di animali uccisi con cui si ornavano il capo i guerrieri più antichi, o alcuni soldati con funzioni speciali, come quei signiferi romani che avevano il capo coperto con una testa di lupo.

Più tardi il cimiero rimase solo come ornamento dell'elmo araldico. Talora è costituito da una delle figure presenti sullo scudo, e allora ne ripete i colori, altre volte, invece, è una figura che corrisponde all' impresa del titolare dello scudo. (Wikipedia)

La Hurley attrice: LIZ

Pubblicato: 30 aprile 2013 in Cinema e Spettacolo

Elizabeth Jane Hurley (Basingstoke, 10 giugno 1965) è un'attrice, supermodella, produttrice cinematografica e stilista britannica.

Dal 1994, e per ben 7 anni, è stata la donna immagine per l'azienda cosmetica Estée Lauder, sostituita poi nel 2001 dalla supermodella Carolyn Murphy. (Wikipedia)

 

s. f. [nome commerciale, derivato prob. dal ted. Rille «scanalatura»]. – Asta orizzontale reggitende, formata in basso da una guida scanalata sulla quale sono attaccate per mezzo di gancetti le tende, che si possono fare scorrere lungo la guida, per aprirle e chiuderle, manovrando dei tiranti: una r. di alluminio anodizzato, di acciaio verniciato, di ottone, di plastica. (treccani.it)

 

Stanisław Lem (Leopoli, 12 dicembre 1921 – Cracovia, 27 marzo 2006) è stato uno scrittore, medico e filosofo polacco.

Lem è probabilmente il più importante autore contemporaneo di fantascienza non angloamericana; le sue opere sono state tradotte in più di trenta lingue ed hanno venduto oltre trenta milioni di copie nel mondo. È considerato uno dei maggiori scrittori polacchi.

Uno dei suoi romanzi più celebri è Solaris. Nel 1972 il regista sovietico Andrej Tarkovskij ne ha tratto un film omonimo di grande successo, che lo ha reso popolare al di fuori della sua patria. (Wikipedia)

Trama di Solaris:

Tre scienziati chiusi in una stazione spaziale cercano di svelare l’enigma del pianeta Solaris e del suo unico abitante, un oceano sconfinato. La massa liquida è viva, interagisce con gli studiosi: modifica gli impulsi degli strumenti con cui viene esaminata. Dimostra una forma di intelligenza completamente diversa rispetto a quella dell’uomo. È un’entità capace di sondare l’animo umano raggiungendone le pieghe più remote.

Indifferente alle possibili conseguenze, si insinua nei ricordi più intimi degli astronauti, li turba al punto da condurli verso la follia. Concretizza immagini, archetipi e ricordi strappati al subconscio, elabora copie quasi perfette di persone e luoghi familiari. Un esploratore addirittura avvista un neonato gigantesco tra le onde, mentre la stazione spaziale è infestata da presenze più o meno inquietanti.

Il protagonista, Chris Kelvin, ritrova su Solaris la compagna morta suicida dopo un violento litigio. La sua Harey non è certo risorta per un miracolo divino, né per un prodigio della scienza. La donna che ha davanti è solo un fantasma in carne ed ossa, materializzato sulla matrice dei suoi ricordi.

È una creazione dell’oceano, o un fenomeno F, come direbbero i razionali colleghi. Chris è consapevole di avere davanti una versione idealizzata di Harey, e quindi falsa. Inizialmente il senso di colpa convive con il ribrezzo: Cerca di sbarazzarsi della “creatura”, ma la replica pare indistruttibile: è fortissima, rigenera qualsiasi danno e riappare comunque la si elimini.

Poco a poco l’uomo desiste e comincia ad accettare la presenza, giungendo ad amarla, ad abbandonarsi alla consapevole illusione. Quando Harey prenderà piena coscienza della propria natura, chiederà lei stessa ai compagni del marito di venire distrutta, e sarà accontentata.

A Chris non resterà che attendere e sperare che il pianeta gli doni nuovi crudeli miracoli. (terrediconfine.eu)

L’isola greca dei vasi: SAMO

Pubblicato: 12 ottobre 2011 in Geografia

Samo (in greco: Σάμος) è un’isola greca dell’Egeo orientale, ubicata tra l’isola di Chio a Nord, le isole del Dodecaneso, in particolare Patmo a Sud e poco lontano dalla costa della Turchia (l’antica Ionia).

Samo ha una storia antichissima e alcune costruzioni che si trovano sull’isola (il Pythagoreion e l’Heraion) sono state inserite nel 1992 nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. (Wikipedia)

È conosciuta come l’isola dei vasi : infatti l’arte popolare più considerevole è l’arte del vasaio che ancora oggi è fiorente in alcuni villaggi come Koumaradei, Mavratzei e Karlovasi.

Nei laboratori di ceramiche troverete utensili vari per la casa come anfore, piatti, scodelle, brocche, tazze ed altri oggetti, alcuni di particolare bellezza. Prima di partire non dimenticatevi di acquistare la tazza di Pitagora la “Dikìa Koupa” ovvero la “tazza giusta”. E’ una specie di bicchiere che, pur avendo la base bucata trattiene dentro l’acqua che viene versata; il segreto è che l’acqua non deve oltrepassare l’altezza che è indicata da un piccolo segno praticato all’interno del bordo. (ipicari.it)

Nella metrica classica il piede (in gr. ant. ποῦς, lat. pes), così chiamato perché il ritmo si batteva con il piede, era formato da un gruppo di due o più sillabe brevi e lunghe che costituivano la misura del verso.

Nel piede vi sono due elementi distinti, uno forte chiamato arsi e segnato dall’ictus, uno più debole chiamato tesi dove la voce si abbassa.

Per quanto riguarda il ritmo, si deve far distinzione tra il piede ascendente che inizia dalla tesi e diventa più forte verso l’arsi, e il piede discendente che comincia dall’arsi per decrescere verso la tesi.

I piedi principali erano il trochèo, il giambo, il dàttilo, lo spondèo, l’anapesto e l’anfibràchio. Unendo più piedi veniva a formarsi il verso come l’esametro, il pentametro, lo scenario, l’adonio e altri.

Nella metrica italiana moderna vengono chiamati piedi quei gruppi di versi che formano le strofe della canzone o la stanza di una ballata o anche le prime due quartine del sonetto.

La metrica del Novecento esalta la funzione del piede per la sua autonomia di contro all’isosillabo e quindi al verso libero.

Il piede è pertanto l’unità ritmica, codificata dalla dottrina metrica antica, alla base della versificazione basata sulla quantità sillabica greca e latina.

Un piede è composto da almeno due sillabe e da almeno tre morae.

Il dattilo (dal gr. δάκτυλος, daktylos, “dito”, a causa della somiglianza dello schema — ∪ ∪ alla forma del dito), è un piede della poesia greca e latina.

Si compone di un’arsi di una sillaba lunga e di una tesi di due sillabe brevi; di conseguenza appartiene al γένος ἴσον e il suo ritmo è discendente.

La sua durata è di quattro morae; può essere in genere liberamente sostituito dallo spondeo (— —) la cui durata è uguale e il cui ritmo può essere discendente o ascendente a piacere.

Al contrario, l’anapesto ( ∪ ∪ —), piede sempre di quattro more, ma di ritmo ascendente, e il proceleusmatico (∪ ∪ ∪ ∪), di quattro more senza ritmo definito, sono sostituiti al dattilo solo molto raramente, ed esclusivamente nei versi destinati alla poesia lirica. (Wikipedia)