Archivio per la categoria ‘Arte’

Un grande pittore fiammingo: RUBENS

Pubblicato: 26 luglio 2011 in Arte

Pieter Paul Rubens (Siegen, 28 giugno 1577 – Anversa, 30 maggio 1640) è stato un pittore fiammingo.

La sua opera, per alcuni critici, quali Luigi Mallè, ha aperto la via al tumultuante barocco europeo, nordico e francese. (Wikipedia)

Di antica famiglia belga, emigrata in Germania per sottrarsi alle persecuzioni contro i protestanti, egli poté rientrare con la madre ad Anversa alla morte del padre. Dopo aver ricevuto un’ottima educazione, si dedicò alla pittura, allievo prima di T. Verhaegt, quindi di A. Van Noort ed O. Voenius, quest’ultimo, uno dei più noti “romanisti” del tempo, lo indirizzò allo studio del nudo ed alla pittura allegorica.

Nel 1600, dopo aver ottenuto ad Anversa il titolo di maestro, venne in Italia, prima a Venezia, poi a Mantova, alla corte di Vincenzo Gonzaga, e più tardi a Roma e Genova, ovunque lasciando tracce della sua arte ispirata ai maestri italiani, specialmente al Mantegna, al Tiziano, al Domenichino ed al Caravaggio (Il Cristo morto, L’ultima comunione di S. Francesco, ecc.).

Tornato ad Anversa sposò Isabella Brant, si fece costruire un grandioso palazzo ancora in parte esistente e, si dedicò ad un lavoro frenetico per far fronte alle numerose ordinazioni che da ogni parte gli prevenivano. La sua attività fu veramente prodigiosa, dipinti di ogni genere, cartoni per arazzi, frontespizi ed illustrazioni di libri, progetti architettonici.

L'adorazione dei magi

E’ l’epoca della Erezione e della Discesa della croce, dell’Adorazione dei Magi, del Colpo della lancia, dei cartoni per gli arazzi con la Storia di decio Mure. Nel 1620-21 progetta e disegna la decorazione della chiesa dei Gesuiti di Anversa (quasi completamente distrutta nell’incendio del 1718).

Dal ’21 al ’25 esegue per Maria de’ Medici i dipinti destinati al palazzo del Lussemburgo e l’anno successivo prepara i cartoni per gli arazzi dei Trionfi della religione. Altre sue opere di gran pregio, sono: la Sacra conversione per la chiesa degli agostiniani di Anversa, i soffitti della White Hall di Londra, il postergale di Ildefonso di Bruxelles, quindi le decorazioni a Torre de la Parada, i dipinti di cacce per Filippo IV di Spagna, la lunga serie di nudi dell’ultimo periodo nei quali talvolta ha come modella la giovanissima seconda moglie Elena Forment, da lui sposata nel 1630 dopo la morte di Isabella.

Tra gli ultimi suoi dipinti, ormai ricolmo di onori e di ricchezze, vanno segnalati specialmente La società elegante del Prado e la Grande Kermesse del Louvre, per l’evidente influenza da essi esercitata a lungo sulla produzione francese dei secoli successivi. (Digilander)

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Pippo pittore: ORIANI

Pubblicato: 11 luglio 2011 in Arte

Pippo Oriani (Torino 1909 – Roma 1972), dopo aver intrapreso studi di architettura si dedica alla pittura entrando in contatto con Fillia e col gruppo futurista torinese ma tiene contatti anche con gli architetti Pagano, Persico e Levi Montalcini, nonché con Casorati e col Gruppo dei Sei. Il suo esordio espositivo avviene nel Padiglione Futurista alla mostra internazionale di Torino del 1928.

Coi Futuristi partecipa successivamente alle rassegne di Mantova, della Promotrice torinese e di Barcellona dove le sue scenografie sono premiate con medaglia d’oro, di Parigi e Alessandria. A Milano allestisce una propria sala alla mostra dei Futuristi italiani alla Galleria Pesaro ed espone alle mostre itineranti del gruppo, di cui collabora ad aggiornare la poetica, sulle indicazioni della cultura europea, soggiornando a più riprese a Parigi tra ’29 e ’33, in contatto con i maggiori interpreti delle avanguardie, da Zadkine a Léger, Kandinsky, Delaunay, Le Corbusier, Prampolini. Nel 1929 espone alla Galérie 23 nature morte vicine a Severini. Nel ’30 lavora sul concetto di “simultaneità” in un ambito neocubista non privo di inflessioni metafisiche e simboliche. L’artista assume un ruolo significativo nell’ambito del Secondo futurismo a Torino. Tipica della sua ricerca è una forte componente astratta che si innerva di eleganze surrealistiche.

Espone alla Biennale di Venezia del 1932 “Nascita della simultaneità” che si considera il suo capolavoro, con il coevo “Paesaggio interplanetario”, esposto a Parigi e con l’inquietante “Divinizzazione dello spazio” del 1933, ora alla Galleria d’arte moderna di Torino. Nel ’34 si rivolge all’aeropittura; nel ’35 ritorna al postcubismo braquiano mentre nella Biennale del ’36 espone opere in clima espressionista: nei suoi dipinti risultano comunque dinamicamente sottolineati i ritmi plastici. Nel 1938 espone con Costa e Mino Rosso alla Galleria Gianferrari di Milano; ancora con Mino Rosso a Torino nel 1939. Ampia la collaborazione dell’artista con scritti a riviste futuriste. Lungo il quarto decennio Oriani lavora in architettura accanto a Sartoris, Djulgheroff e Fillia, e con Rosso e Fillia nell’allestimento di interni (i suoi lavori sono citati nel 1931 nel volume di Fillia su “La nuova architettura”), con Martina e Cordero nel campo della cinematografia d’avanguardia: con i citati realizza a Parigi il film “Vitesse”.

Nel dopoguerra si apparta pur proseguendo l’attività pittorica che ripropone in un’ampia antologica solo nel 1964 alla Galleria della Medusa di Roma con presentazione di F.Menna: le ultime opere sono nell’ambito di una figurazione archetipica. L’artista è ampiamente considerato in tutte le rassegne e i volumi dedicati a Futurismo e Secondo Futurismo. Bibliografia E.Crispolti, Il Secondo Futurismo. Torino 1923-1938, Torino 1961; Aspetti del Secondo Futurismo torinese, catalogo mostra a cura di A Galvano e E.Crispolti, Torino 1962; Prima mostra antologica di Pippo Oriani, catalogo della mostra a cura di F.Menna, Roma 1964; L.Mallé. Museo civico di Torino, I dipinti della Galleria d’arte moderna, Torino 1968; A Dragone, Le arti figurative in Torino tra le due guerre, catalogo mostra, Torino 1978; Ricostruzione futurista dell’Universo, a cura di E.Crispolti, Torino 1980. Catalogo Generale di Pippo Oriani Ed. Centro d’Arte Mercurio, Milano 2002. (arsvalue.com)

Jean-Baptiste Camille Corot (Parigi, 26 luglio 1796 – Ville-d’Avray, 22 febbraio 1875) è stato un pittore francese di paesaggi.

Il ponte di Nami

Il pittore di “Olympia”: MANET

Pubblicato: 5 luglio 2011 in Arte

Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) è stato un pittore francese.

È conosciuto come il padre dell’Impressionismo, sebbene egli stesso non abbia mai voluto essere identificato col gruppo degli impressionisti, né partecipò mai alle loro esposizioni. Questo perché, per tutta la vita, preferì avere un riconoscimento ufficiale davanti allo Stato mediante l’ammissione al Salon, e non attraverso sotterfugi, come lui stesso affermò. Egli infatti manifestò una decisa posizione in difesa del principio della libertà espressiva dell’artista, con opere che suscitarono scandalo presso i suoi contemporanei, come Colazione sull’erba e Olympia. A partire dal 1869 si dedicò alla pittura en plaine air (“all’aperto”) e le sue uscite ai giardini delle Tuileries, sul retro del Louvre, divennero quasi degli appuntamenti mondani. La sua attività di pittura continuò fino al 1883, con l’arrivo della sua morte. Il pittore ottenne una grandissima fama e tutt’oggi rimane il più grande interprete della pittura pre-impressionista. (Wikipedia)

Georges pittore: SEURAT

Pubblicato: 5 luglio 2011 in Arte

Georges-Pierre Seurat (Parigi, 2 dicembre 1859 – Gravelines, 29 marzo 1891) è stato un pittore francese, pioniere del movimento puntinista.