Piede della poesia greca e latina: DATTILO

Pubblicato: 11 ottobre 2011 in Letterarura e Filosofia

Nella metrica classica il piede (in gr. ant. ποῦς, lat. pes), così chiamato perché il ritmo si batteva con il piede, era formato da un gruppo di due o più sillabe brevi e lunghe che costituivano la misura del verso.

Nel piede vi sono due elementi distinti, uno forte chiamato arsi e segnato dall’ictus, uno più debole chiamato tesi dove la voce si abbassa.

Per quanto riguarda il ritmo, si deve far distinzione tra il piede ascendente che inizia dalla tesi e diventa più forte verso l’arsi, e il piede discendente che comincia dall’arsi per decrescere verso la tesi.

I piedi principali erano il trochèo, il giambo, il dàttilo, lo spondèo, l’anapesto e l’anfibràchio. Unendo più piedi veniva a formarsi il verso come l’esametro, il pentametro, lo scenario, l’adonio e altri.

Nella metrica italiana moderna vengono chiamati piedi quei gruppi di versi che formano le strofe della canzone o la stanza di una ballata o anche le prime due quartine del sonetto.

La metrica del Novecento esalta la funzione del piede per la sua autonomia di contro all’isosillabo e quindi al verso libero.

Il piede è pertanto l’unità ritmica, codificata dalla dottrina metrica antica, alla base della versificazione basata sulla quantità sillabica greca e latina.

Un piede è composto da almeno due sillabe e da almeno tre morae.

Il dattilo (dal gr. δάκτυλος, daktylos, “dito”, a causa della somiglianza dello schema — ∪ ∪ alla forma del dito), è un piede della poesia greca e latina.

Si compone di un’arsi di una sillaba lunga e di una tesi di due sillabe brevi; di conseguenza appartiene al γένος ἴσον e il suo ritmo è discendente.

La sua durata è di quattro morae; può essere in genere liberamente sostituito dallo spondeo (— —) la cui durata è uguale e il cui ritmo può essere discendente o ascendente a piacere.

Al contrario, l’anapesto ( ∪ ∪ —), piede sempre di quattro more, ma di ritmo ascendente, e il proceleusmatico (∪ ∪ ∪ ∪), di quattro more senza ritmo definito, sono sostituiti al dattilo solo molto raramente, ed esclusivamente nei versi destinati alla poesia lirica. (Wikipedia)

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