L’errante in un romanzo di Sue: EBREO

Pubblicato: 15 luglio 2011 in Letterarura e Filosofia

L’ebreo errante è una figura della mitologia cristiana, un uomo ebreo che, stando alla leggenda, colpì Gesù lungo la via della Crocifissione e al quale fu data la maledizione di camminare sulla terra fino al tempo della Seconda venuta.

L’esatta natura dell’Errante varia nelle differenti versioni del racconto, così come gli aspetti del suo carattere; a volte si dice sia un ciabattino o un mercante, a volte il custode del palazzo di Ponzio Pilato, un romano o un ebreo.

L’ebreo errante (1845) di Eugène Sue fu uno dei più importanti romanzi popolari dell’Ottocento (all’epoca chiamati romanzi sociali); parte del pregio del volume si deve alle incisioni di Paul Gavarni e di altri artisti che lo corredavano.

È la storia di una enorme eredità di cui si vogliono impadronire i Gesuiti (dipinti come un potere occulto e malevolo). Tutti gli eredi vengono eliminati con mezzi sleali e violenti. L’ebreo errante ed il suo alter ego femminile sporadicamente intervengono per contrastare l’azione della Compagnia di Gesù.

Eugène Sue (Parigi, 26 gennaio 1804 – Annecy, 3 agosto 1857) è stato uno scrittore francese, noto soprattutto per i suoi romanzi d’appendice a carattere sociale: I misteri di Parigi (1842-1843) e L’ebreo errante (1844-1845).

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