Lo scrittore di “Ninfa Plebea”: REA

Pubblicato: 5 luglio 2011 in Letterarura e Filosofia

Domenico Rea (Napoli, 8 settembre 1921 – Napoli, 26 gennaio 1994) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Ninfa plebea (1992) – Premio Strega (1993) da cui é stato tratto l’omonimo film del 1996.

Trama:

Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, a Nofi, un paesello del Salernitano situato in zona collinosa, conduce una vita tranquilla Miluzza, una adolescente (15 anni) semplice e spontanea ma curiosa di tutto e vitalissima. La madre Nunziata è donna sensualissima e piacente (il marito, Gioacchino, è al corrente di essere tradito ma, timido, fa solo proteste e allusioni per l’andirivieni in casa specie di soldati). Nella famiglia c’è anche il vecchio nonno, che ama molto la nipotina. La ragazza scherza con le amiche (una delle quali dai comportamenti molto ambigui), con un giovane soldato e spesso va a fare certe medicazioni al vecchio parroco, ma in sostanza nulla di grave accade, in quel paese piuttosto severo, che tuttavia abbonda di piaceri occulti e di complicità varie. La tenera Miluzza finisce presto additata da tutti quando, assunta in una fabbrica, subisce le angherie di un principale eternamente in foia. Per Miluzza è il crollo del suo mondo ancora infantile. In seguito la madre Nunziata muore dissanguata dopo un incontro troppo focoso con un soldato; il padre Gioacchino muore per il dolore della perdita della moglie; il nonno muore tra le macerie del paese distrutto da un bombardamento. Trasferitasi a casa di un’amica, Miluzza incontra Pietro, un disertore ferito i cui parenti vivono in una frazione non troppo lontana in una bella villa-casale. Loro sono gente agiata e Pietro, pure sporco e lacero com’è, appare alla povera Miluzza, affascinata dalla di lui bellezza, come il principe delle favole. Tanto lei è passionale e timida, quanto lui è discreto e affettuoso. Lei lo accompagna fino alla villa: la madre (Gesummina) diffida e non poco di quella ragazza, ma Pietro si dichiara subito innamorato. Mentre la guerra si sta allontanando verso il Nord, Miluzza ricambia il giovane con sentimenti sinceri e lui vuole sposarla. La severa madre vorrebbe sottoporre Miluzza alle esperte mani di una mammana locale per verificare la sua verginità ma Miluzza strilla e si oppone. Tutto finisce con le nozze: finalmente Miluzza ha trovato la felicità, dopo umiliazioni e violenze.

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